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    22 September

    La cHiAvE

    Strano spiegare come diversi stati d'animo imperversano dentro di me, come una giornata in cui si alternano sole, pioggia, freddo, caldo. Ancora più difficile è riuscire a spiegare cosa può aver dato origine a questa tempesta. E' una trottola la mia anima spinta a girare da forti venti, che, quasi a schernirla, fanno girare questa ora in un senso ora in una altro in modo da creare caos, senza potersi più orientare lasciandola poi cadere disorientata. Impossibile rischiare di darle le chiavi di una cella, timorosa di restarne senza; troppi i pericoli, i nemici. E' forse meglio attendere ancora un po'. Ma cosa? Momenti migliori? No non c'è mai un momento migliore, l'unico è in quell'attimo, solo quello; e l'attimo dopo non c'è più. Ce ne sarà un altro? Forse, ma ormai quello è già passato. Dovrei forse dare la chiave a qualcun altro, ma no, come posso? Ognuno è padrone di quel tesoro che in mani diversi potrebbe perdere quel valore innato ed esistono solo copie, ma mai uguale all'originale, mai! Magari il problema sta proprio all'esterno, tra quelle celle a volte piene, a volte vuote. Troppe le copie di quelle chiavi; ogni copia diversa da un'altra e spiacevolmente adatte ad aprire un unica serratura. Rabbia, malinconia, ore passate a pensare chi o cosa decide tutto questo, chi si diverte a muovere i fili di questa marionetta chiamata vita piena di attori, con poche comparse e battute sbagliate. Ho visto persino professionisti a cui sono stati affidati due ruoli. Difficile? No. Sembra proprio che arriva più in alto chi riesce ad interpretare più personaggi. E allora immaginate chi ne ha uno di ruolo, o chi è una comparsa, o chi ha la (s)fortuna di non averne nessuno. O invece mi affligge quella strana sensazione di cambiamento, di svolta, quell'inversione di marcia che sembra avermi indicato di aver passato la soglia oltre il quale la strada è in salita come a dirmi che le curve percorse erano in fondo ridicole. Non sono piegato, triste, no! Curioso di sapere cosa questo regista ha progettato per me, se sono pronto a superare questa soglia che tanto ha la parvenza di un muro. Non posso fermarmi, non posso tornare indietro e non posso rimanere schiacciato da quella macchina infernale chiamata tempo che comunque va. Posso scavalcarlo, sarebbe da codardi e imperdonabile a me stesso. Si, la soluzione è dunque abbatterlo con l'unica e invincibile arma chiamata volontà. E' il momento di resettare e rendere il sistema veloce, come nuovo e perché no, più potente di prima. Dunque restate pure a recitare le vostre misere parti affidatevi nella povera convinzione che quella è la cosa giusta da fare. E guardatemi pure con occhi diversi quando vorrò schivarvi, quando non mi ricorderò più chi siete veramente, tante sono le maschere che indossate. Penserete che anche io ho delle maschere, ma vi sbaglierete. Quelle sono cicatrici! E questo periodo ne porterà delle altre e a testa alta mostrerò anche questa, stringendo sempre più nel palmo della mano quella chiave che mai potrete avere!



    Petrolio e idrogeno, presente e futuro!

    MIlioni di persone ogni giorno fanno uso del proprio veicolo per recarsi sul posto di lavoro, fanno il pieno di benzina tranquillamente, tornano a casa e utilizzano energia elettrica, motorini dell'acqua...abitudini giornaliere che svolgiamo con tranquillità. Ma forse non tutti sanno cosa si cela dietro a queste abitudini, dietro all'utilizzo di un autoveicolo, di luce e nessuno si rende conto della totale dipendenza della socièta, da ciò che qualche anno fa fu denominato l' "oro nero", il petrolio! Ma cosa ancora più drammatica è che quasi nessuno della ormai scarsa disponibilità di greggio (non Ezio di striscia) con la prospettiva di svolte a breve termine a livello economico, geopolitico non indifferenti.

    Ma iniziamo con qualche dato. Studi importanti sono stati effettuati da diverse commissioni e società di ricerca suggerendo che la produzione globale di greggio potrebbe raggiugere il picco prima del 2010 e, comunque, non oltre il 2020. Queste indagini, fortemente controverse sono state pubblicate sulle più importanti riviste scientifiche americane e hanno innescato un acceso dibattito nella comunità dei geologi e negli uffici dirigenziali delle più importanti società nergetiche del mondo, ma non sono stati ancora diffusamente pubblicizzati dai medi. I nostri cari politici e governanti sono ancora in massima parte ignari di tali risultati, cosi come lo è il cittadino medio. Eppure, se questi dati si rivelassero esatti, ci staremmo avvicinando rapidamente a una delle svolte più importanti nel cammino della civiltà umana, con conseguenze che possiamo solamente immaginare. Quando si parla di picco della produzione globale di petrolio, i geologi si riferiscono a quella parte di petrolio che puo essere trasformato facilmente in benzina e prodotti derivati. Se provassimo ad immaginare un grafico in cui rappresentiamo la disponibilità di petrolio, il picco è il punto massimo della curva; alla destra del picco avremmo quini un andamento discendente della curva che ci indica la ormai scarsa disponibilità legata alla difficoltà di estrazione!

    Si valuta che gli USA su 195 Gbo (giga barrels of oil----lmiliardi di barili di petrolio) ne abbiano già estratti 169, l'Arabia Saudita, in confronto, ha riserve economicamente sfruttabili per 300 Gbo, avendone estratti solo 91, la Russia ha riserve sfruttabili per circa 200 Gbo, avendone estratti 121; dunque, agli StatiUniti resta unicamente il 14% delle proprie originarie riserve di petrolio, alla Russia il 39 e all'Arabia Saudita ben il 70%!! Bhe a sentire i numeri, può sembrare che disponiamo di quantità infinite di petrolio, ma non è cosi, e di certo c'è che la maggior parte delle riserve residue di greggio si trova in Medio Oriente e che il momento in cui il mondo comincerà a dipendere dal petrolio del Golfo Persico è solo questione di tempo. La primaovviamente è che i prezzi del greggio di qui a qualche anno, lieviteranno in maniera incredibile e all'apparenza i prezzi attuali sono relativamente bassi...!!! Infatti gli analisti del settore affermano che quando i 5 principali paesi mediorientali produttori di petrolio, saranno in grado di controllare piu di un terzo della produzione mondiale, potranno nuovamente imporre il proprio prezzo al mercato mondiale, come riuscirono a fare, per un breve periodo, negli anni Settanta. Molti di voi penserete che siamo spacciati, che non c'è soluzione a tale problema, ma non è cosi. La soluzione per uscire da questa grave crisi ecologica,economica e geopolitica c'è: un rivoluzionario serbatoio di energia, l'idorgeno, l'elemento più semplice e diffuso nell'universo. Il passaggio a un'economia ad idrogeno, può porre fine alla dipendenza del mondo dall'importazione di petrolio e contribuire a diluire il pericoloso gioco geopolitico che mette a confronto, in Medio Oriente e nel resto del mondo, i militanti musulmani e le potenze occidentali. L'idrogeno imporrà un modello completamente nuovo di infrastruttura energetica e insediamenti umani di vari tipi, intendendo con ciò distribuzioni geograficamente più diffse e non concentrate nelle grandi città, poichè ogni essere umano potrebbe essere il produttore dell'energia che consuma. A livello ecologico i vantaggi sono enormi: èinesauribile e, non contenendo un solo atomo di carbonio, non emette CO2, la principale causa di inquinamento. L'idrogeno si trova ovunque: sulla Terra, nell'acqua, nei combustibili fossili e in tutta la materia vivente, ecco perchè ogni cittadino, ogni popolazione cesserebbe di dipendere dalle più importanti socièta di distribuzione di energia; é stato quindi battezzato come "l'energia del popolo"!!!!! Allora molti di oi si chiederanno, perchè non mettere da subito in atto tecnologie ad idrogeno, perchè i capi della Terra non si muovono in tale direzione. I motivi sono molteplici: In primis è scomodo affermare che le risorse petrolifere siano in esaurimento; immaginate gli Usa che sono lo stato a maggiore consumo di petrolio che dichiari di essere in difficoltà, dove finirebbe quell'immagine di superpotenza mondiale proiettano? E immaginate cosa significherebbe dipendere dai poteri medio orientali? In  secondo luogo la mancanza di informazione, i cittadini sanno ben poco a riguardo e la volontà di investire è poca! Fin quando il petrolio resterà relativamente a buon mercato e immediatamente disponibile, saranno pochi a preoccuparsi per le nuvole nere che si addensano all'orizzonte. E la crisi petrolifera sarà permanente, tanto da provocare un drastico cambiamento nel modo di vivere, con effetti imprevedibili sul lungo periodo!!!

     

     

    La maggior parte di voi nemmeno si fermerà a leggere ciò che ho scritto, forse cambierà pagina dopo aver letto il titolo... se si vuol fare qlcsa, si inizia con poco, anche con il solo interessarsi invece di sfuggire ai problemi dei quali ci laviamo puntualmente le mani, sapendo che qualcuno può farlo al nostro posto, ma non è cosi e vedrete che i cambiamenti saranno drastici.

     

     

    "L'uomo intelligente trova ridicolo quasi tutto, quello razionale quasi niente." J. W. Goethe.

     

     

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    10 December

    Lettera a Babbo Natale

    Caro Babbo Natale,forse questa è la prima lettera che ti scrivo ma non è mai troppo tardi. Come tutti ti chiedo qualcosa, ma non di materiale, non mi serve. Non più ormai! Ma qualcosa di astratto che appaghi il mio animo, che riesca a fare sorridere me o chi ne abbia bisogno.Caro Babbo Natale vorrei un mondo dove la gente possa passare i momenti più significativi con le persone a loro più care; vorrei un mondo dove tutti possano aprire gli occhi la mattina e gioire di avere una famiglia, degli amici, una persona da amare; vorrei un mondo senza ignoranza, dove i problemi possano discutersi dialogando, dove l'unica arma concessa sia la parola.Vorrei non vedere un padre afflitto dalla paura di non sapere come sfamare la propria famiglia, impotente nel vedere un figlio piangere per la fame; vorrei che certa gente possa avere la metà della fortuna che ho nell'avere una famiglia che possa sfamarmi e darmi la possibilità di studiare e soprattutto vorrei che certa gente si accorgesse della fortuna in proprio possesso senza esserne eppure consapevoli; che molti capiscano che non è ricco chi possiede più soldi, ma chi più ne dà. Vorrei vivere in un Paese dove non ci siano problemi politici, di lavoro, dove a tutti sia data la possibilità di studiare e diventare qualcuno, dove le menti eccelse non siano costrette ad andare all'estero per potere esprimere il loro potenziale. Vorrei che le più grandi potenze mondiali si riunissero per combattere le emergenze planetarie, risolvendo problemi come quello dell'acqua, dello smog, dello scioglimento dei ghiacciai, del "Terzo mondo".Se è poi possibile, regala un po di senerità a chi, tra i miei cari, ne ha di bisogno e per me ti chiedo semplicemente la volontà di non fermarmi mai davanti a nulla. Infine caro Babbo Natale vorrei......vorrei che tu esistessi!!!!!!!!!!!Giacomo

    20 October

    Triste Speranza

    Era lì ferma, immobile. Seduta, sola, su quel tavolo, in quell’ambiente triste e buio. Era li, ma probabilmente invisibile agli altri. La stanza era piccola, tetra, ma grande abbastanza da contenere quegli esseri che andavano senza senso, che mai avevano pensato di fermarsi a osservare quell’unico particolare. Correvano, troppo, sempre; il loro movimento generava piccole correnti, che ne impedivano la sua luce. Si, era la sua unica forza, ne aveva bisogno, per se e per gli altri. Voleva illuminare, voleva svelare, ma non gli era permesso, troppo vento, troppo buio. Indifferenza. Ogni giorno stava li, nell’attesa di un improbabile cambiamento, con la speranza che magari,un giorno, uno di quegli esseri avrebbe rallentato, si sarebbe accorto di lei. Ma tanto aveva atteso, e la sua cera era ancora intatta. Cominciò a dubitare che la sua luce non sarebbe stata così forte da rendere visibili le forme, l’essenza di quell’ambiente; ma era solo scoraggiata, sapeva che anche se debole, la sua luce, tra tanta oscurità sarebbe stata come un baglio, sole. Avrebbe voluto sciogliere la sua cera in un giorno che serbarla così a lungo. Iniziò a piangere, lo sconforto era enorme e la sua cera umida, quando d’un tratto sentì qualcosa di strano, una sensazione che mai aveva provato. Ma cos’era? Ancora in lacrime, finalmente capì. Uno di quegli esseri s’era fermato, s’era accorto di lei. La fissava, la scrutava, ma il buio era fitto. Forse quel momento era finalmente arrivato, quello atteso! Ma non bastava che qualcuno si fosse fermato, doveva essere accesa, dove emanare quella luce. Non capiva. Non capiva perché quell’essere non l’accendesse. Ma accadde qualcosa; restò colpita e amareggiata quando vide quell’essere allontanarsi e riprendere la sua frenetica corsa senza senso. Non era possibile, cosa era successo? Pensava e si struggeva; ricominciò a piangere, quando ad un tratto si fermò. Aveva capito. L’essere aveva provato ad accenderla, ma invano; la sua cera, la sua miccia erano cosi umide dopo il pianto che era impossibile che generasse luce. E persa quell’occasione, chissà quanto ancora avrebbe dovuto aspettare. Da quel giorno versava lacrime sulla sua cera, e da quel momento anche se qualcuno si fosse fermato, mai più sarebbe stato in grado di accendere la candela.
    26 September

    Il regno di carta

    Ogni giorno afflitto dalle stesse paure, dubbi, combattuto tra forza di volontà e terrore di precipitare senza potersi rialzare. Non voglio consolazione, non mi serve. Scendono lacrime, ma non sono triste...rido!

    Rido e sorrido nel vedere tanti pupazzi e marionette che ogni giorno ostentano sicurezza, forza, equilibrio. No, non siete voi, non vi appartiene tale stato, smettete di fingere che niente e nessuno vi potrà mai sfiorare; non è cosi, perché vi ho visto crollare, vi ho visto implorare, camminare in ginocchio, chiedere pietà, vi ho visto vendere persino la verità, la dignità, fare i furbi con persone più “deboli” dandogli addosso, ma superiori in tutto. Ma tanto siete stupidi che non avete capito che vi è stato concesso di farlo, tanto avete guardato il pelo nell’occhio del vicino che non vi siete accorti della trave che vi sta accecando! Che ridere vedendovi nell’abisso del vostro mondo, comandare dai vostri troni di carta. Siete stati veloci nel costruirlo, ma non vi rendete conto che il vostro regno poggia sull’acqua? Preferisco essere lento, e innalzare un impero inespugnabile. E’ il momento di smetterla, basta! Come il padrone fa col proprio cane, vi è stata data un po’ di corda per espellere i vostri escrementi, per correre dietro ad altri cani, per giocare nel fango o odorare le feci dei vostri simili, liberi di agire. Ma arriverà il momento che tornerete dal padrone con la lingua penzoloni, scodinzolando e implorando con gli occhi per bere e cibarvi, non rendendovi conto che liberi non lo sarete MAI!  

    31 August

    Sogno

    E’ mattino, apro gli occhi. Tutto attorno è sempre uguale, gli stessi colori, contorni. Ma i miei occhi non sembrano entusiasti di tale paesaggio. La gente sembra stancarmi, irritarmi, non è più in grado di soddisfarmi! Troppe sono le mie richieste, poco ciò che loro possono darmi, almeno in questa terra, arida, insignificante. E’ notte. Afflitto chiudo gli occhi, mi addormento. E’ giunto il momento migliore, il sonno, dove quei colori, quella gente, quei contorni non sono in grado di influenzarmi, nulla possono. E allora mi abbandono, dormo. I confini non sono ben definiti, nuovi colori, una nuova terra. Tutto sembra spento, grigio, nebbia, ma acceso da un verde che compensa e rende tutto più tranquillo. La gente mi guarda stupita, non capisce il mio motivo di gioia, è strana. Non avevo mai visto quei colori. Avrebbero rattristito chiunque, ma non me. Osservo allibito, non pensavo esistesse un tale luogo, corro, come se il tempo a mia disposizione stia per esaurirsi. La voglia è tanta, troppa, di conoscere quella meraviglia, come preso da una paura, paura di potermi svegliare e mai più rivederla. Continuo, osservo, ma accade qualcosa...non vedo più bene. Stavo risvegliandomi; preso dal panico cerco di sfuggire, ma è tardi. Vedo sempre meno, tutto ormai è scuro. Temo che...apro gli occhi, i colori sono tornati i soliti, squallidi, conosciuti, monotoni. Capisco che di essere sveglio, di non sognare più. Quel mondo si è rimpossessato di me. Già mi manca, la tristezza mi avvolge chiedendomi se veramente esiste quella terra. Non la vedrò più, o forse nel mio prossimo sogno. Ma la giornata è appena iniziata, e quel momento sembra lontano. E’ tardi, apro gli occhi. Piango!  

    12 August

    Monet Il Parlamento di Londra

    Incredibile come questo quadro, secondo il mio modesto parere, riesca appieno a descrivere l'atmosfera londinese, col suo fumo, la foschia, la nebbia, la sua opacità che danno alla città un tocco unico, un ambiente che mi porta indietro nel tempo, che mi fa immaginare, viaggiare e fantasticare e perchè no sognare...sognare un giorno di poter viverci in questa magnifica città e mai piu lasciarla!!!!!

    31 July

    La folle corsa

    RAF

    La folle corsa 

     

    Dentro di me che cosa c’è
    c’è che vien da piangere
    se devo difendermi anche da te
    caro vecchio amico mio
    forse sto cambiando anch’io
    per colpa di un mondo senza pietà

    ma ribelliamoci
    a questa schiavitù
    risvegliamoci
    che sull’orlo di un abisso siamo noi

    e intanto va
    la folle corsa
    sbandando va
    sempre di più
    in cerca chissà
    di quale risposta
    che dentro di noi
    perduta è ormai
    e intanto va
    per l’ultima volta
    la nostra folle corsa
    lasciando il vuoto dietro di se

    e anche tu fratello mio
    corri stanco e come me
    rispetti la legge del branco e vai
    calpestando quel che c’è
    tutto intorno e dentro te
    lasciando alla polvere l’anima
    e intanto prendiamo velocità

    ribelliamoci
    che non viviamo più
    risvegliamoci
    prima che sia tardi, troppo tardi ormai

    e intanto va
    la folle corsa
    sbandando va
    sempre di più
    spingendoci in là
    come fa un’onda che
    ognuno di noi
    fermare non sa
    e intanto va
    per l’ultima volta
    la nostra folle corsa
    ci sta portando via con sé

    c’è una speranza ancora
    c’è un occasione sola e tu
    fermati adesso almeno tu
    se puoi

    QUIZ 4

    Le auto usate...

    Marco fa il venditore di auto usate e la scorsa settimana (lunedì-sabato) ne ha vendute ben 9, tutte di diverso colore: verde, blu, nero, rosso, giallo, bianco, dorato, argentato e marrone. Poichè Marco è molto sbadato, non scrive mai la data sui contratti di vendita, ma avendo appena ricevuto una visita dalla Finanza deve ora ricostruire le vendite della scorsa settimana, mettendovi la data giusta. Sapreste aiutarlo?

    Sappiate che:

    -Martedì ha venduto 2 auto in più rispetto a mercoledì, il giorno più fiacco nelle vendite.

    -Le auto con i colori primari (quelli dell'arcobaleno) sono state vendute il lunedì, il martedì e il sabato.

    -Le auto dorata e marrone non sono state vendute all'inizio della settimana, ma sono state vendute lo stesso giorno.

    -Le auto argentata e gialla sono state vendute 3 giorni prima della bianca e questa è stata venduta 2 giorni prima della blu.

    -Le auto vendute martedì hanno ricordato a Marco il Natale.

    -L'auto nera è stata venduta nello stesso giorno di quella dorata.

    -Venerdì è stato il giorno con più vendite.

    -Sia il giovedì che il sabato è stata venduta solo un'auto. 

     

    27 July

    Perchè in Italia si risponde al telefono con <<pronto>>?

    L'abitudine risale alle origini della telefonia, quando non esistevano gli indirizzatori automatici e i collegamenti  tra chi chiamava e chi rispondeva erano effettuati manualmente da un operatore del centralino. Ricevuta la richiesta del collegamento, l'operatore attendeva di avere la linea a disposizione. Quindi, diceva a chi aveva chiamato che il collegamento era <<pronto>>. Da allora si è conservata l'abitudine di rispondere in un modo che può apparire più brusco, per esempio, del cordiale inglese hello. Sembra però che i primi utenti telefonici appartenessero al corpo militare, e che non fossero soliti perdersi in convenevoli!!!
     
     
     
    23 July

    Sono feliceee...

    HO RITROVATO UN AMICO...!!!
    17 July

    Tieni il tempo



    Non c'è storia in questa città
    nessuno si diverte e mai si divertirà
    lascia perdere tutta questa gente
    e non credere di te non gli importa niente

    Sono sempre pronti a giudicare tutto quello che fai
    come ti vesti e con chi ti incontrerai
    ma non te la prendere loro sono fatti così
    devi solo credere
    che un giorno te ne andrai di qui

    Scendi nella strada balla e
    butta fuori quello che hai
    fai partire il ritmo quello giusto
    datti una mossa e poi
    Tieni il tempo
    con le gambe con le mani
    Tieni il tempo
    non fermarti fino a domani
    Tieni il tempo
    vai avanti e vedrai
    Tieni il tempo
    il ritmo non finisce mai

    I muri grigi che vedi quando guardi fuori da qui
    anche se non ci credi sono quasi belli per chi
    sa trovare i colori dentro nella testa
    e allora vattene fuori
    che sta per cominciare la festa
    Non ti lasciare andare se non ti vuole più
    adesso se la tira ma non sa che tu
    stai quasi per decollare e quando volerai
    faranno a gara se fare un giro gli farai
    Scendi nella strada balla
    e butta fuori quello che hai
    fai partire il ritmo quello giusto
    datti una mossa e poi
    Tieni il tempo
    con le gambe con le mani
    Tieni il tempo
    non fermarti fino a domani
    Tieni il tempo
    vai avanti e vedrai
    Tieni il tempo
    il ritmo non finisce mai

    11 July

    Come finirà...

    Le intense anomalie climatiche verificatesi nel corso dell'ultimo decennio hanno indotto gli scienziati ad ammettere ufficialmente l'esistenza di una modificazione del clima osservato dovuta alle attività umane. Durante l'ultimo secolo, l'uomo ha provocato un profondo mutamento nella composizione dell'atmosfera terrestre per quanto riguarda specie chimiche che, se pur presenti in quantità molto ridotte, contribuiscono in modo significativo alla determinazione dell'equilibrio radiativo del nostro pianeta. Sono i tanto discussi 'gas serra', l'ozono, e gli aerosol.
    Variazioni anche piccole nelle concentrazioni di tali componenti possono modificare la forzatura radiativa del clima e modificare l'equilibrio del sistema sia a livello globale che a livello regionale. Il clima si definisce come il sistema globale costituito dall'unione e interazione reciproca di atmosfera, oceano, litosfera, criosfera e biosfera. La non-linearità dell’ andamento di ogni singolo sistema componente e delle interazioni reciproche fra i sistemi componenti rende lo studio sull'evoluzione dello stato di equilibrio del clima particolarmente complesso e le previsioni sul suo stato futuro difficili da produrre. Già nel 1988 il Programma Ambiente delle Nazioni Unite (UNEP), d'intesa con l'Organizzazione Meteorologica Mondiale (OMM), ha costituito un gruppo di esperti di livello internazionale (IPCC: Intergovernamental Panel on Climate Change) per definire lo stato delle conoscenze a livello globale circa:
    - il clima e i suoi cambiamenti;
    - l'impatto ambientale, economico e sociale degli stessi;
    - le possibili strategie di risposta.
    I risultati presentati dall'IPCC (Comitato Intergovernativo sul Cambiamento Climatico) prevedono che l'aumentato effetto serra produca una serie di mutamenti climatici che possono implicare, insieme ad un aumento della temperatura media, anche un innalzamento del livello del mare, e conseguente allagamento delle regioni costiere, lo scioglimento dei ghiacciai e delle calotte, cambiamenti nella distribuzione delle precipitazioni, con conseguenti siccità e allagamenti; cambiamenti nella frequenza di incidenza di estremi climatici, in special modo di picchi di temperature massime ampiamente al di sopra della norma. I cambiamenti climatici osservati negli ultimi dieci anni sembrano andare esattamente nella direzione prevista da questi studi e hanno coinvolto la nostra società anche a livello locale. Se dunque fino a dieci anni fa il problema sembrava essere più di natura accademica, ormai la sua importanza e realtà si e' imposta a tutti noi, chiamando associazioni governative sia internazionali che nazionali ad agire al fine di limitare le conseguenze di tali cambiamenti sulla società civile ed economica. In particolare diventa assolutamente importante limitare per quanto possibile l'aumento della concentrazione dei gas serra, limitando l'immissione degli stessi nell'atmosfera.
    Un passo di approfondimento e di perfezionamento delle intese sul piano internazionale si è avuto alla Conferenza sui cambiamenti climatici di Kyoto, in Giappone, a dicembre 1997; nell'occasione si è approvato un protocollo il cui processo di formalizzazione ha avuto inizio il 15.3.99. A Kyoto sono peraltro emerse anche alcune incertezze ancora esistenti nel mondo scientifico sull'entità delle conseguenze, dirette e indirette, prodotte dai cambiamenti climatici globali, però si è stabilito che, nel caso specifico, l'incertezza scientifica non deve giustificare l'inazione; da ciò si è avuta l'esigenza di promuovere altre conferenze internazionali, fino a quella di Bonn di novembre 1999, per far maturare accordi politici concreti, tesi a ridurre le emissioni di gas serra nell'atmosfera incriminate dei cambiamenti, nel presupposto che solo uno sviluppo sostenibile sia da considerare come unico accettabile per il progresso umano. Molti paesi hanno sottoscritto il trattato, anche se permangono riserve e posizioni discordanti come evidenziato nelle Conferenze delle Parti. Nessun paese ha mai fatto abbastanza, o ha mai preso una vera iniziativa! Secondo recenti studi, per recuperare la situazione limite del nostro pianeta, già domani dovremmo bloccare tutte le emissioni di sostanze inquinanti. Ma la soluzione è palesemente impraticabile e non solo: anche s interrompessimo all’istante tutte le emissioni, ci sarebbe un processo inerziale del sistema, vale a dire che il problema non si risolverebbe comunque nell’immediato. E’ anche vero che si stanno cercando fonti di energia alternativa, come il sole, l’energia eolica; ma purtroppo queste energie non posso darci un rendimento costante e i prezzi per utilizzare alcune di queste tecnologie (pannelli solari, ecc...) vanno ben al di là delle possibilità economiche del cittadino medio.

    E allora cosa fare? A cosa andiamo incontro veramente? E’ vero che resta poco da vivere al nostro pianeta? E quanto?  Chissà se l’uomo, come sempre, riuscirà a cavarsela e ad uscire da questa situazione, ma c'è da pensare se la fazione pessimista della comunità scientifica sostiene che non arriveremo oltre il 2050!! Invece secondo il padre della fisica, Isaac Newton la fine del mondo avverrà nel 2060.Eh già, proprio lui!

    Al 2060 lo scienziato inglese arrivò seguendo una semplice operazione aritmetica, dedotta dall’ Antico Testamento. Nel Libro di Daniele, infatti, si legge che “il tempo della fine” arriverà “fra un tempo, tempi e la metà di un tempo”. Per Newton “un tempo” è uguale ad un anno, e quindi ha tradotto quella frase in tre anni e mezzo, cioè 1.260 giorni. Ma spesso nella Bibbia un giorno è inteso come un anno. Fanno 1.260 anni. E il conto alla rovescia, sostiene il fisico, deve essere fatto a partire dall’incoronazione di Carlo Magno, nell’ 800, che sancì l’ ingresso della Chiesa nelle questioni politiche europee. La profezia di Daniele si compirà, quindi, non prima del 2060”. Insomma, possiamo stare tranquilli per altri 53 anni, poi si vedrà, perché, in realtà, Newton scrisse che “potrebbe accadere più tardi, ma non vedo alcuna ragione perché accada prima”. E allora vedremo se lo scienziato avrà ragione, ma intanto non resta che seguire il meteo di Giuliacci, o divertirci nel sentire qualche previsione assurda di qualche mago o indovino fasullo!

    04 July

    QUIZ 3

    Risolvete la seguente addizione sostituendo a ogni lettera il numero corrispondente:
     
     
                                    FORTY + TEN + TEN = SIXTY
     
     
     
    P.S.: Ad una sola lettera puo anche corrispondere un numero con più di una cifra.
    03 July

    QUIZ 2

    Inserisci il quinto numero dopo i prime quattro:
     
     
       2   14   34   62   ?
    28 June

    QUIZ 1

    Ciao raga! Da questo momento in poi cercherò di fare qualcosa di grazioso inserendo, una volta a settimana, un quiz (matematico,scientifico,intuitivo...) a cui, se vi andrà, potrete dare le vostre risposte. Quindi al termine di ogni settimana inserirò la corretta risposta e il successivo quiz.
     
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    Un giorno Luca va a fare un test di matematica e il suo professore gli pone il seguente problema:
    Devi scrivere una relazione che dia come risultato 20.
    Per esempio: 10 + 10 = 20
    Luca non crede ai suoi occhi: "Forse il professore ha bevuto", pensa.
    "Più facile di così..."
    Ma in quel momento il professore dice:
    "Ah, dimenticavo. Hai solo un piccolo obbligo. Puoi usare solo due volte il numero "3" e una volta lo "0". E nessun'altra cifra. Naturalmente puoi adoperare qualsiasi funzione matematica, dalle più semplici alle più complesse, dal "+" alle "potenze" e così via".
    Come fa Luca
     a risolvere il problema?

    Epicuro: lettera a Meneceo (sulla felicità)

    Quelle che pubblico sono le parole di un filoofo vissuto piu di 2000 anni fa, eppure gli argomenti di questa lettera sono attualissimi come ad esempio la paura della morte, il dolore fisico, gli dei e della vita dopo la morte, il piacere esoprattutto la felicità. Epicuro ritiene che il sommo bene sia il piacere che distingue in due tipi: cinetico e catastematico. Il cinetico è un piacere momentaneo e lascia l'uomo più insoddisfatto di prima; il secondo invece è durevole e consta della capacità di sapersi accontentare della propria vita, di godersi ogni momento come se fosse l'ultimo, senza preoccupazioni per l'avvenire. Ora però vi lascio alla lettura...
     
    P.S.: La lettera è abbastanza lunga, quindi se avete intenzione di fermare la vostra lettura dopo i primi righi, vi prego di non iniziare nemmeno a leggerla!
     
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    Meneceo, mai si è troppo giovani o troppo vecchi per la conoscenza della felicità. A qualsiasi età è bello occuparsi del benessere dell'animo nostro. Chi sostiene che non è ancora giunto il momento di dedicarsi alla conoscenza di essa, o che ormai è troppo tardi, è come se andasse dicendo che non è ancora il momento di essere felice, o che ormai è passata l'età. Ecco che da giovani come da vecchi è giusto che noi ci dedichiamo a conoscere la felicità. Per sentirci sempre giovani quando saremo avanti con gli anni in virtù del grato ricordo della felicità avuta in passato, e da giovani, irrobustiti in essa, per prepararci a non temere l'avvenire. Cerchiamo di conoscere allora le cose che fanno la felicità, perché quando essa c'è tutto abbiamo, altrimenti tutto facciamo per possederla. Pratica e medita le cose che ti ho sempre raccomandato: sono fondamentali per una vita felice. Prima di tutto considera l'essenza del divino materia eterna e felice, come rettamente suggerisce la nozione di divinità che ci è innata. Non attribuire alla divinità niente che sia diverso dal sempre vivente o contrario a tutto ciò che è felice, vedi sempre in essa lo stato eterno congiunto alla felicità. Gli dei esistono, è evidente a tutti, ma non sono come crede la gente comune, la quale è portata a tradire sempre la nozione innata che ne ha. Perciò non è irreligioso chi rifiuta la religione popolare, ma colui che i giudizi del popolo attribuisce alla divinità. Tali giudizi, che non ascoltano le nozioni ancestrali, innate, sono opinioni false. A seconda di come si pensa che gli dei siano, possono venire da loro le più grandi sofferenze come i beni più splendidi. Ma noi sappiamo che essi sono perfettamente felici, riconoscono i loro simili, e chi non è tale lo considerano estraneo. Poi abituati a pensare che la morte non costituisce nulla per noi, dal momento che il godere e il soffrire sono entrambi nel sentire, e la morte altro non è che la sua assenza. L'esatta coscienza che la morte non significa nulla per noi rende godibile la mortalità della vita, senza l'inganno del tempo infinito che è indotto dal desiderio dell'immortalità. Non esiste nulla di terribile nella vita per chi davvero sappia che nulla c'è da temere nel non vivere più. Perciò è sciocco chi sostiene di aver paura della morte, non tanto perché il suo arrivo lo farà soffrire, ma in quanto l'affligge la sua continua attesa. Ciò che una volta presente non ci turba, stoltamente atteso ci fa impazzire. La morte, il più atroce dunque di tutti i mali, non esiste per noi. Quando noi viviamo la morte non c'è, quando c'è lei non ci siamo noi. Non è nulla né per i vivi né per i morti. Per i vivi non c'è, i morti non sono più. Invece la gente ora fugge la morte come il peggior male, ora la invoca come requie ai mali che vive. Il vero saggio, come non gli dispiace vivere, così non teme di non vivere più. La vita per lui non è un male, né è un male il non vivere. Ma come dei cibi sceglie i migliori, non la quantità, così non il tempo più lungo si gode, ma il più dolce. Chi ammonisce poi il giovane a vivere bene e il vecchio a ben morire è stolto non solo per la dolcezza che c'è sempre nella vita, anche da vecchi, ma perché una sola è la meditazione di una vita bella e di una bella morte. Ancora peggio chi va dicendo: bello non essere mal nato, ma, nato, al più presto varcare la soglia della morte. Se è così convinto perché non se ne va da questo mondo? Nessuno glielo vieta se è veramente il suo desiderio. Invece se lo dice così per dire fa meglio a cambiare argomento. Ricordiamoci poi che il futuro non è del tutto nostro, ma neanche del tutto non nostro. Solo così possiamo non aspettarci che assolutamente s'avveri, né allo stesso modo disperare del contrario. Così pure teniamo presente che per quanto riguarda i desideri, solo alcuni sono naturali, altri sono inutili, e fra i naturali solo alcuni quelli proprio necessari, altri naturali soltanto. Ma fra i necessari certi sono fondamentali per la felicità, altri per il benessere fisico, altri per la stessa vita. Una ferma conoscenza dei desideri fa ricondurre ogni scelta o rifiuto al benessere del corpo e alla perfetta serenità dell'animo, perché questo è il compito della vita felice, a questo noi indirizziamo ogni nostra azione, al fine di allontanarci dalla sofferenza e dall'ansia. Una volta raggiunto questo stato ogni bufera interna cessa, perché il nostro organismo vitale non è più bisognoso di alcuna cosa, altro non deve cercare per il bene dell'animo e del corpo. Infatti proviamo bisogno del piacere quando soffriamo per la mancanza di esso. Quando invece non soffriamo non ne abbiamo bisogno. Per questo noi riteniamo il piacere principio e fine della vita felice, perché lo abbiamo riconosciuto bene primo e a noi congenito. Ad esso ci ispiriamo per ogni atto di scelta o di rifiuto, e scegliamo ogni bene in base al sentimento del piacere e del dolore. E' bene primario e naturale per noi, per questo non scegliamo ogni piacere. Talvolta conviene tralasciarne alcuni da cui può venirci più male che bene, e giudicare alcune sofferenze preferibili ai piaceri stessi se un piacere più grande possiamo provare dopo averle sopportate a lungo. Ogni piacere dunque è bene per sua intima natura, ma noi non li scegliamo tutti. Allo stesso modo ogni dolore è male, ma non tutti sono sempre da fuggire. Bisogna giudicare gli uni e gli altri in base alla considerazione degli utili e dei danni. Certe volte sperimentiamo che il bene si rivela per noi un male, invece il male un bene. Consideriamo inoltre una gran cosa l'indipendenza dai bisogni non perché sempre ci si debba accontentare del poco, ma per godere anche di questo poco se ci capita di non avere molto, convinti come siamo che l'abbondanza si gode con più dolcezza se meno da essa dipendiamo. In fondo ciò che veramente serve non è difficile a trovarsi, l'inutile è difficile. I sapori semplici danno lo stesso piacere dei più raffinati, l'acqua e un pezzo di pane fanno il piacere più pieno a chi ne manca. Saper vivere di poco non solo porta salute e ci fa privi d'apprensione verso i bisogni della vita ma anche, quando ad intervalli ci capita di menare un'esistenza ricca, ci fa apprezzare meglio questa condizione e indifferenti verso gli scherzi della sorte. Quando dunque diciamo che il bene è il piacere, non intendiamo il semplice piacere dei goderecci, come credono coloro che ignorano il nostro pensiero, o lo avversano, o lo interpretano male, ma quanto aiuta il corpo a non soffrire e l'animo a essere sereno. Perché non sono di per se stessi i banchetti, le feste, il godersi fanciulli e donne, i buoni pesci e tutto quanto può offrire una ricca tavola che fanno la dolcezza della vita felice, ma il lucido esame delle cause di ogni scelta o rifiuto, al fine di respingere i falsi condizionamenti che sono per l'animo causa di immensa sofferenza. Di tutto questo, principio e bene supremo è l'intelligenza delle cose, perciò tale genere di intelligenza è anche più apprezzabile della stessa filosofia, è madre di tutte le altre virtù. Essa ci aiuta a comprendere che non si dà vita felice senza che sia intelligente, bella e giusta, né vita intelligente, bella e giusta priva di felicità, perché le virtù sono connaturate alla felicità e da questa inseparabili. Chi suscita più ammirazione di colui che ha un'opinione corretta e reverente riguardo agli dei, nessun timore della morte, chiara coscienza del senso della natura, che tutti i beni che realmente servono sono facilmente procacciabili, che i mali se affliggono duramente affliggono per poco, altrimenti se lo fanno a lungo vuol dire che si possono sopportare ? Questo genere d'uomo sa anche che è vana opinione credere il fato padrone di tutto, come fanno alcuni, perché le cose accadono o per necessità, o per arbitrio della fortuna, o per arbitrio nostro. La necessità è irresponsabile, la fortuna instabile, invece il nostro arbitrio è libero, per questo può meritarsi biasimo o lode. Piuttosto che essere schiavi del destino dei fisici, era meglio allora credere ai racconti degli dei, che almeno offrono la speranza di placarli con le preghiere, invece dell'atroce, inflessibile necessità. La fortuna per il saggio non è una divinità come per la massa - la divinità non fa nulla a caso - e neppure qualcosa priva di consistenza. Non crede che essa dia agli uomini alcun bene o male determinante per la vita felice, ma sa che può offrire l'avvio a grandi beni o mali. Però è meglio essere senza fortuna ma saggi che fortunati e stolti, e nella pratica è preferibile che un bel progetto non vada in porto piuttosto che abbia successo un progetto dissennato. Medita giorno e notte tutte queste cose e altre congeneri, con te stesso e con chi ti è simile, e mai sarai preda dell'ansia. Vivrai invece come un dio fra gli uomini. Non sembra più nemmeno mortale l'uomo che vive fra beni immortali.

    22 June

    Silenzio...

    Ho bisogno di silenzio

    come te che leggi col pensiero

    non ad alta voce

    il suono della mia stessa voce

    adesso sarebbe rumore

    non parole ma solo rumore fastidioso

    che mi distrae dal pensare.

     

    Ho bisogno di silenzio

    esco e per strada le solite persone

    che conoscono la mia parlantina

    disorietante dal mio rapido buongiorno

    chissà, forse pensano che ho fretta.

     

    Invece ho solo bisogno di silenzio

    tanto ho parlato, troppo

    è arrivato il tempo di tacere

    di raccogliere i pensieri

    allegri, tristi, dolci, amari,

    ce ne sono tanti dentro ognuno di noi.

     

    Gli amici veri, pochi, uno ?

    sanno ascoltare anche il silenzio,

    sanno aspettare, capire.

                                                                                                                                                                                                                                                          

                                                                                  Mareluna